Classificazione delle Aziende

La formazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro introdotta dal D.Lgs 81/08 e poi codificata negli Accordi Stato Regioni del dicembre 2011, prevede che le aziende siano classificate in base al livello di rischio; questa classificazione è orientata all’erogazione di una didattica mirata a coprire le esigenze individuali, piuttosto che a fornire una formazione generica a pioggia come accadeva in passato.

Lo scopo principale di questa categorizzazione è sicuramente quello di rispondere ad una richiesta di formazione specifica, rivolta a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche quello di fornire strumenti adeguati agli enti preposti ad erogare formazione, nell’ottica di potersi specializzare differenziando il proprio campo di applicazione sull’una o l’altra esigenza specifica.

Una prima classificazione delle aziende per livelli di rischio era stata introdotta in materia di Rischio Incendio nel D.M. 10/03/1998, che ripartiva le aziende in base alla possibilità che si sviluppasse un rischio incendio al loro interno, e ne disciplinava di conseguenza misure preventive e formazione agli addetti. Tale classificazione tiene conto del numero di dipendenti, oltre che della presenza di sostanze infiammabili in quantità elevate.

Successivamente un’ ulteriore classificazione è stata adottata dal Decreto Ministeriale nr 388 del 15 luglio 2003 in materia di formazione degli addetti al primo soccorso; tale classificazione distribuisce su tre gruppi le aziende tenendo conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio specifici.

Infine proprio con gli Accordi Stato Regioni, è stata introdotta la classificazione che tiene conto prevalentemente della tipologia di attività svolta dalle aziende, sfruttando la standardizzazione adottata con la revisione dei codici ATECO, e la successiva ridistribuzione delle aziende.

Classificazione ATECO

La classificazione delle attività economiche ATECO (ATtività ECOnomiche) è una tipologia di classificazione adottata dall’Istituto Nazionale di Statistica italiano (ISTAT) per le rilevazioni statistiche nazionali di carattere economico.
È la traduzione italiana della Nomenclatura delle Attività Economiche (NACE) creata dall’Eurostat, adattata dall’ISTAT alle caratteristiche specifiche del sistema economico italiano. Attualmente è in uso la versione ATECO 2007, entrata in vigore dal 1º gennaio 2008, che sostituisce la precedente ATECO 2002.
Questa ultima ripartizione distingue tre macro gruppi di aziende, in base al rischio presunto riconducibile all’attività svolta.
Al primo gruppo (rischio basso) appartengono gli uffici, le aziende del comparto turistico, dei servizi e del commercio.
Al secondo gruppo (rischio medio) appartengono le aziende della Pubblica Amministrazione, istruzione, trasporti, magazzinaggio e del comparto pesca e agricoltura. Al terzo e ultimo gruppo (rischio alto) appartengono aziende edili, chimiche, alimentari, sanitarie, dei comparti tessili e manifatturiero e quelle che si occupano di smaltimento rifiuti.

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