Attività fisica a lavoro

L’esercizio fisico davanti al pc o una sessione di allenamento in palestra in pausa pranzo sono esempi di come anche l’ufficio possa diventare luogo privilegiato per tutelare la propria salute contro i rischi dell’eccessiva sedentarietà dovuti a ore e ore passate fermi davanti al monitor di un computer.

E’ un tema al centro del dossier Whp-Workplace health promotion, la promozione della salute nei luoghi di lavoro, pubblicato da Azioni Quotidiane, progetto di comunicazione del Ministero della Salute, Ccm, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana, Marche, Campania, Puglia, in partnership con Oms.

lavoratore-in-bicicletta

Il dossier approfondisce il problema della salute nei vari Stati evidenziando come siano gli stessi sistemi di welfare nazionali a determinare l’adozione o meno di corrette politiche di promozione della salute sul luogo di lavoro.

In Italia il Sistema Nazionale Linee Guida ha pubblicato nel 2011 il documento Lotta alla sedentarietà e promozione dell’attività fisica che prescrive una serie di misure da adottare in ambito lavorativo: creazione di gruppi di cammino per andare alle riunioni, incentivazione all’uso della bicicletta o della passeggiata a piedi stabilendo delle distanze come obiettivi aziendali, attenzione per un’alimentazione sana presso i servizi di ristorazione e le mense aziendali, benefit a favore dei lavoratori per l’iscrizione a corsi sportivi presso strutture convenzionate.

In generale, dunque, l’attenzione per la salute e l’attività fisica nei luoghi di lavoro è un tema che coinvolge non solo i datori di lavoro e i dipendenti ma l’intero sistema di organizzazione del mondo del lavoro da parte dello Stato che, di fronte a un mercato sempre più frammentato e precario, ha il dovere di mettere in campo tutti gli strumenti idonei a preservare un diritto inalienabile: il benessere psicofisico dei lavoratori.