Orario di lavoro, la normativa e la salute dei lavoratori

Il D.Lgs. 66/2003 recepisce la direttiva 2003/88/CE in materia di orario di lavoro. In particolare dà due definizioni inmportanti:

  • orario di lavoroperiodo durante il quale il lavoratore è al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività ovvero delle sue funzioni, in conformità delle legislazioni e/o delle prassi nazionali.
  • riposo sufficienteperiodo di riposo regolare la cui durata è espressa in unità di tempo, che sia sufficientemente lungo e continuo al fine di evitare che i lavoratori non si feriscano o feriscano i loro colleghi o altre persone, nonché per evitare che non vi siano conseguenze nocive per la loro salute a breve o a più lungo termine, determinate dalla fatica o da altri ritmi irregolari di lavoro.

Sta a significare che è importante che ogni lavoratore, per tutelare la propria salute, abbia un regolare ritmo di lavoro/riposo. Infatti ritmi lavorativi frenetici, che non lasciano spazio a momenti di relax vanno a discapito del lavoratore e anche del suo rendimento sul lavoro. Un numero di ore lavorative eccessivo può portare a fenomeni quali lo stress da lavoro correlato, problemi cardiaci, diabete, aumento della glicemia a digiuno, della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.

La normativa stabilisce in generale alcune regole, che possono essere derogate per alcuni casi particolari:

  • 11 ore consecutive di riposo per ogni giorno di lavoro;
  • pausa ogni 6 ore di lavoro;
  • 24 ore consecutive di riposo ogni sette giorni di lavoro;
  • massimo 48 ore di lavoro settimanale, compresi gli straordinari;
  • un periodo annuale di congedo (ferie) di almeno 4 settimane.

Tali calcoli vanno effettuati in base a dei periodi medi stabiliti dalla legge, in particolare:

  • 14 giorni per il calcolo del riposo settimanale;
  • 4 mesi per calcolare le ore settimanali di lavoro;
  • in consultazione con le parti sociali o affidando ad esse tale possibilità attraverso contratti collettivi, per quanto riguarda la durata del lavoro notturno.

Le deroghe previste riguardano:

  • lavoro notturno: non deve superare le 8 ore, anche se la normativa lascia spazio decisionale alla contrattazione nazionale.
  • Videoterminalisti: devono avere 15 minuti di pausa ogni 120 minuti di lavoro.
  • Lavori mobili: la media del calcolo sul riposo giornaliero viene effettuata su periodi di 12 mesi.
  • Lavoratori sulle barche da pesca: il limite di ore di lavoro giornaliero è di 14 ore, mentre per quello settimanale si possono raggiungere le 72 ore.
  • Medici: durante il periodo di formazione (massimo 5 anni + 1) nei primi 3 anni hanno un massimo di 58 ore settimanali, che scendono a 56 negli ultimi due. nel sesto anno eventuale le ore sono invece 52.